Quando si parla di nicotina, il collegamento con sigarette e tabacco è quasi immediato. Ma la nicotina non nasce con la sigaretta e non è una sostanza creata dall’uomo.
È un alcaloide naturalmente prodotto da alcune piante, soprattutto dalla pianta del tabacco, Nicotiana tabacum. Capire da dove proviene, quale funzione svolge in natura e come agisce sull’organismo permette di distinguere la sostanza dai prodotti attraverso cui viene assunta.
La nicotina nasce nelle piante
La nicotina è presente principalmente nelle piante del genere Nicotiana, ma quantità molto inferiori possono essere rilevate anche in altre specie appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, che comprende, per esempio, pomodori, melanzane, patate e peperoni.
Nella pianta del tabacco viene sintetizzata soprattutto nelle radici e successivamente trasportata verso le foglie.
Ma perché una pianta produce nicotina?
La risposta ha poco a che fare con l’uomo. La nicotina svolge una funzione di difesa naturale della pianta, contribuendo a proteggerla da alcuni insetti erbivori.
È quindi parte dei meccanismi sviluppati dalla pianta per difendersi nell’ambiente in cui cresce.
Da pianta utilizzata da millenni a sostanza isolata
L’utilizzo del tabacco precede di molto la nascita dell’industria moderna.
Diverse popolazioni indigene delle Americhe utilizzavano piante di tabacco già molto prima dell’arrivo degli europei, all’interno di pratiche culturali, rituali e medicinali.
A partire dalla fine del XV secolo e nei secoli successivi, il tabacco si diffuse progressivamente anche in Europa e nel resto del mondo.
Ma bisognerà aspettare l’Ottocento perché la nicotina venga studiata come sostanza a sé.
Nel 1828 i chimici tedeschi Wilhelm Heinrich Posselt e Karl Ludwig Reimann isolarono la nicotina dalla pianta del tabacco. Da quel momento la sostanza è diventata oggetto di numerosi studi in ambito chimico, farmacologico, medico e tossicologico.
Cosa succede quando la nicotina entra nell’organismo?
La nicotina è una sostanza psicoattiva.
Una volta assorbita dall’organismo può raggiungere il sistema nervoso e interagire con specifici recettori, chiamati recettori nicotinici dell’acetilcolina.
La loro attivazione influenza diversi sistemi di neurotrasmissione, tra cui quello della dopamina. È anche attraverso questi meccanismi che la nicotina può produrre dipendenza.
La velocità e la quantità con cui raggiunge l’organismo, però, possono variare notevolmente in funzione del prodotto e della modalità di assunzione.
Ed è qui che diventa importante fare una distinzione.
Nicotina e fumo di sigaretta non sono la stessa cosa
Nicotina e sigaretta vengono spesso trattate come se fossero sinonimi, ma non lo sono.
La nicotina è una delle sostanze presenti nel tabacco ed è la principale responsabile della dipendenza associata al consumo di prodotti del tabacco. I danni provocati dal fumo di sigaretta, però, non dipendono esclusivamente dalla nicotina.
La combustione del tabacco genera infatti una miscela contenente numerose sostanze chimiche, molte delle quali tossiche o cancerogene.
Questo non significa che la nicotina sia innocua. Può creare dipendenza e produce effetti sull’organismo, e il suo utilizzo non è privo di rischi.
Significa, piuttosto, che per comprendere correttamente i rischi è necessario distinguere la nicotina dalla combustione e considerare anche come la sostanza viene assunta e attraverso quale prodotto.
Naturale non significa innocuo
C’è infine un equivoco che vale la pena evitare.
Dire che la nicotina è una sostanza di origine naturale descrive la sua origine, non la sua sicurezza.
Molte sostanze presenti in natura hanno effetti biologici importanti sull’organismo. Nel caso della nicotina, conoscerne l’origine e la funzione nella pianta è utile per comprenderne la storia, ma non cambia il fatto che si tratti di una sostanza farmacologicamente attiva e capace di generare dipendenza.
Ed è proprio questa distinzione il punto di partenza per comprendere meglio un mercato nel quale oggi la nicotina può essere presente in prodotti molto diversi tra loro.
